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MAPPA COGNITIVA
� una cartina mentale di una zona dell�esperienza che rappresenta sia la conoscenza sia la cognizione, sia gli apprendimenti sia le modalit� di apprendimento. Contiene gli oggetti, la conoscenza del loro uso e funzione, la dislocazione assoluta e reciproca, e numerose altre nozioni obiettive. Contiene inoltre conoscenze soggettive, ossia gli elementi di valutazione e giudizio personale sulle nozioni obiettive.
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MAPPING PROCESS
Include tutte le forme di conoscenze dichiarative, ovvero di quelle conoscenze che dipendono, nel loro formarsi, da una rigorosa aderenza alla descrizione degli oggetti, degli eventi o dei processi di cui si occupano. Esiste una costante interdipendenza tra il mapping process e il procedural process, il quale accompagna e rende possibili le conoscenze procedurali, che definiscono regole e concatenazioni di regole per lo sviluppo e l’ampliamento di qualsiasi esperienza umana. L’interazione tra questi due processi consente di spiegare fino ad un certo punto numerosi tipi di apprendimento: da quello della lettura e della scrittura, a quello matematico e scientifico.
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MEMORIA SEMANTICA
Tipo di memoria che contiene la conoscenza organizzata che il soggetto possiede su parole, significati, regole, ecc. Si differenzia dalla memoria episodica in quanto mentre questa riguarda la situazione e il modo specifico in cui un evento (ad es. il primo incontro con il proprio futuro consorte) si � verificato e di cui il soggetto ha fatto esperienza diretta, la Memoria semantica di quello stesso evento � indipendente dal suo contesto spazio-temporale di accadimento e concerne invece il suo contenuto astratto (p. es. il concetto di “innamoramento”).
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MERCATO DELLA FORMAZIONE
Parlare di mercato significa immaginare un gioco domanda/offerta di beni e servizi formativi, oggetto di scambi finanziari pi� o meno ingenti ed estesi (ad es. sistemi completi di qualificazione, aggiornamento, riconversione, corsi di formazione-lavoro per l’inserimento professionale, ecc.). Ad essi sono collegati per lo pi� riconoscimenti, certificazioni, crediti formativi, che ne differenziano la “spendibilit�”. I relativi settori di erogazione sono sostanzialmente: quello pubblico, delle politiche formative e del lavoro e delle politiche sociali, quello privato, legato alle richieste aziendali, quello autogestito (cio� non profit oriented) basato sull’autorganizzazione degli interventi e/o la cooperazione e il volontariato.
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METACOGNIZIONE
Consapevolezza e controllo che l’individuo ha dei propri processi cognitivi e dei prodotti ad essi connessi. La consapevolezza rinvia a ci� che il soggetto sa delle proprie procedure di apprendimento, mentre il controllo riguarda i processi di intervento per scegliere la strategia pi� efficace nell’esecuzione di un compito. Si distinguono due tipi di funzioni metacognitive: quelle attinenti alla sensibilit� metacognitiva, cio� le capacit� di intuito e di comprensione relative al quando ci si ritiene capaci di esplicare determinati atti performativo/intenzionali (operazioni di ricordo, comprensione, ecc.) e quelle relative alla conoscenza da parte del soggetto delle variabili cognitivo/informazionali che possono influenzare o influenzano di fatto la prestazione individuale.
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METODO DELLE CONFIGURAZIONI
Indaga sulla soggettivit� dell'individuo. Tale metodo si fonda sull'ampliamento della nozione del s� (self) e di esso ne analizza: le parti coscienti, le differenti immagini ed anche le parti pi� o meno incoscienti che rappresentano le tensioni, le sue ansiet� ed i meccanismi di difesa in presenza di queste tensioni.
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MODELLI DI FORMAZIONE
I modelli sono generalmente intesi come una rappresentazione “semplificata” o “analogica” della realt� dei fenomeni. Essi sono una costruzione pi� o meno astratta che condivide solo alcune caratteristiche strutturali del dominio modellato con una conseguente funzione prevalentemente euristica (o previsionale). In logica e matematica essi sono una “realizzazione” di una teoria, in quanto interpretazione che ne rende “vere” tutte le formule; in questo caso sono strumenti di formalizzazione, di ricostruzione razionale.
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MODELLO MENTALE
Configurazione in scala ridotta della realt� e delle azioni possibili in e su di essa che il pensiero umano costruisce per guidare il proprio ragionamento. In questo quadro la teoria del ragionamento basata sui modelli mentali opera una mediazione, sostenendo che l’aspetto semantico (vedi Semiotica) � presente nel momento stesso in cui il soggetto codifica le premesse (vedi Sillogismo) necessarie per l’avvio del calcolo logico. Il modello mentale � appunto l’immagine che il soggetto si crea della situazione reale descritta nelle premesse; siffatto modello � provvisorio e pu� essere modificato alla luce di informazioni successive.
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MODULO DI FORMAZIONE
Sezione specifica di una azione formativa. Mira a raggiungere obiettivi specifici che si concretizzano in un determinato blocco di contenuti. Si compone di conoscenze, metodologie e risorse. La sequenza ordinata dei moduli viene descritta nel Progetto di dettaglio (nel quale per ogni Modulo si specificano gli obiettivi, i contenuti, il programma, la valutazione). A seconda della complessit�/eterogeneit� dei contenuti previsti dal singolo modulo pu� essere scomposto in una o pi� unit� didattiche. Queste ultime - ordinate secondo un senso logico e temporale - costituiscono il Programma didattico del Modulo. Il numero dei Moduli presenti in una attivit� formativa dipende dalla complessit� dell'attivit� stessa. Nel caso in cui l'attivit� viene svolta in un unico modulo essa verr� identificata nel progetto di dettaglio con il modulo stesso.
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MONITORAGGIO
Procedura di osservazione sistematica di processi o di servizi che serve a: conoscere in qualsiasi momento lo stato del sistema nella sua complessit� e nei singoli elementi; prefigurare lo sviluppo del sistema lasciando inalterato il progetto oppure suggerendo modifiche di procedura, di organizzazione ma non di concettualizzazione di base; confrontare lo stato momentaneo con quelli ad esso precedenti (reale sviluppo del progetto) e con quelli prefigurati (discrepanza diacronica); poter confrontare le diverse situazioni particolari (singole scuole o corsi) tra di loro e, all’interno di ogni formazione, confrontare la difformit� tra i gruppi e i singoli (discrepanza sincronica); consentire agli attori del sistema di produrre aggiustamenti inerenti l’incremento, l’orientamento e le modifiche ad adiuvandum del progetto di innovazione osservato; suggerire azioni specifiche atte a ridurre la discrepanza tra lo stato reale e quello voluto.
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